Quando accendiamo la luce, ci viene naturale pensare che tutta l’energia prodotta arrivi fino alla presa. Oggi scopriremo che in realtà non è così: una parte si perde inevitabilmente lungo il percorso. Questo fenomeno è la perdita di rete, uno dei costi nascosti in bolletta e anche uno degli aspetti più importanti del sistema energetico.
Impareremo insieme a comprendere le perdite di rete, per aiutarti a capire come funziona davvero la distribuzione dell’energia e perché efficienza e infrastrutture sono fondamentali per contenere i costi.
Cosa sono le perdite di rete e da cosa sono causate
Le perdite di rete rappresentano l’energia che non raggiunge il consumatore finale a causa di:
- dispersione sotto forma di calore nei cavi;
- assorbimento da parte dei trasformatori;
- lunghezza delle linee di trasmissione;
- infrastrutture obsolete.
In pratica, una parte dell’energia che viene prodotta alla fine non svolgerà mai il compito a cui è destinata, disperdendosi senza mai arrivare alle nostre case e nelle aziende.
Come si calcolano le perdite di rete e come ridurle
Quando si parla di perdite di rete, come già accennato, si intende l’energia che viene immessa nella rete elettrica ma non arriva integralmente ai punti di consumo. In pratica si calcolano confrontando energia immessa ed energia effettivamente prelevata: Perdite (%) = (Energia immessa – Energia prelevata) / Energia immessa × 100. Una quota importante dipende dalle perdite Joule, cioè il calore dissipato nei cavi per effetto della resistenza (P = I²R): più corrente scorre, più la linea è lunga o sottodimensionata, più aumentano le dispersioni. A queste si aggiungono perdite legate a trasformatori, conversioni e, talvolta, a misurazioni non perfette.
Ridurre le perdite significa agire sull’infrastruttura e sull’organizzazione dei flussi: innalzare la tensione di trasmissione per abbassare la corrente, scegliere conduttori più efficienti, ottimizzare trasformatori e, soprattutto, puntare su generazione distribuita e autoconsumo, accorciando la distanza tra produzione e utilizzo. È un tema che incide anche sul costo finale e si collega direttamente a come evolve il mercato: per approfondire il contesto, leggi l’articolo sul prezzo dell’energia nel 2026 e su cosa aspettarsi davvero.
Quanta energia si perde in Italia?
In Italia, le perdite di rete elettrica si attestano mediamente tra il 5% e il 6% dell’energia prodotta e immessa in rete.
Il calcolo che viene effettuato per i costi in bolletta sono:
- circa il 4% per le utenze in media tensione – perché la distanza percorsa dall’energia è minore e quindi diminuiscono le perdite di rete.
- circa il 10% per quelle in bassa tensione – perché l’energia deve essere trasformata e spesso percorrere distanze maggiori.
Anche se può sembrare una percentuale contenuta, su scala nazionale rappresenta una quantità significativa di energia e di risorse economiche.
Nel 2024, secondo i dati ufficiali di ARERA e di Terna, le perdite di rete sono state circa 19,6 TWh (terawattora) su una richiesta totale di circa 312,7 TWh.
1 TWh equivale a 1 miliardo di kWh.
Quindi 19,6 TWh ≈ 19,600,000,000 kWh
Perché si verificano le perdite di rete?
1. Distanza tra produzione e consumo
Più lunga è la distanza percorsa dall’energia, maggiori sono le dispersioni. Per questo motivo, la produzione locale e le comunità energetiche contribuiscono a ridurre le perdite.
2. Riscaldamento dei cavi
Il passaggio della corrente elettrica genera calore nei conduttori. Questo fenomeno comporta una perdita di energia sotto forma di calore che viene disperso nell’ambiente.
3. Infrastrutture obsolete
Le reti più vecchie sono meno efficienti. La modernizzazione delle infrastrutture consente:
- una riduzione degli sprechi;
- una maggiore stabilità del servizio;
- una diminuzione del rischio di blackout.
Il ruolo delle comunità energetiche
Le comunità energetiche sono realtà che stanno pian piano prendendo piede, ti spieghiamo in poche parole cosa fanno:
Le comunità energetiche sono gruppi di persone (famiglie, aziende, condomini, enti pubblici) che producono, condividono e consumano energia rinnovabile insieme. Vengono installati uno o più impianti di energia rinnovabile su abitazioni, condomini o edifici comunali come scuole, e vengono collegati alla rete; il proprietario dell’impianto sarà il primo a beneficiare dell’energia prodotta, ma quella che non utilizza e “avanza” viene utilizzata dagli altri membri della comunità. I benefici, oltre che per l’ambiente, sono anche economici perché sono previsti anche incentivi per chi partecipa.
Il loro ruolo è quindi quello di una “fabbrica di energia domestica” che consente di mantenere i prezzi bassi in bolletta e ridurre anche le perdite di rete.
Puntare ad azzerare le perdite di significa ottimizzare la distribuzione, contenere i costi e migliorare la sostenibilità dell’energia che utilizziamo ogni giorno.
Dopo aver letto il nostro articolo le perdite di rete non avranno più segreti!
L’energia non è solo una voce in bolletta: è un sistema complesso fatto di scelte, infrastrutture e consapevolezza.
Informarsi è il primo passo per spendere meglio e consumare in modo più intelligente. E noi cerchiamo di spiegarlo in modo chiaro e semplice.
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